L’odissea di un disabile per l’esenzione del bollo

Avrebbe avuto diritto – come disabile – all’esenzione dal pagamento del bollo dell’auto e, invece, un cittadino di Aci Bonaccorsi si è visto trattare a pesci in faccia dall’Agenzia delle Entrate di Acireale e ha dovuto affrontare una battaglia assieme al Codacons per ottenere quello che gli sarebbe spettato di diritto. Ha dovuto, infatti, presentare un «ricorso con istanza di mediazione» (tecnicamente si chiama così) perché l’Agenzia delle Entrate di Catania si decidesse ad annullare la richiesta di pagamento del bollo auto.
Nessun risultato, fino a quel momento, era stato raggiunto dal contribuente che, carte e certificati Asp alla mano oltre che di presenza, aveva tentato di far ragionare i solerti impiegati dell’Agenzia delle Entrate di Acireale manifestando la propria situazione di portatore di handicap grave.
La storia s’inizia dal 6 dicembre 2012, quando il contribuente presentava all’Agenzia delle Entrate di Acireale domanda di esenzione dalla Tassa Automobilistica allegando la certificazione della Commissione Asp con la quale era riconosciuto portatore di handicap (una grave forma di artride reumatoide con deformità agli arti inferiori e superiori).
La richiesta veniva, però, respinta il 7 febbraio scorso a causa dell’asserita mancanza di specificazione nell’istanza di una delle condizioni di disabilità di cui è portatore il contribuente, oltre all’asserita mancanza di annotazione del tipo di adattamento dell’autoveicolo sulla fotocopia della carta di circolazione dell’autoveicolo in questione.
Il punto è, però, che il disabile non aveva bisogno di guidare una macchina “speciale” con i comandi manuali. Ma un’auto dotata semplicemente di un servosterzo.
Il dipendente dell’Agenzia delle entrate, invece, ha automaticamente creduto che fosse necessario l’adattamento dell’autoveicolo nel sistema di guida e, poiché il contribuente non l’aveva specificato, non avrebbe potuto accedere all’esenzione dal pagamento del bollo.
«Sarebbe bastato semplicemente leggere più attentamente la documentazione presentata dal mio assistito – ha dichiarato l’avvocato Floriana Pisani, dell’Ufficio legale del Codacons –
per non cadere in un errore di valutazione basato su una mera presunzione da parte dell’impiegato. Nel frattempo il mio assistito ha pagato comunque il bollo, perché necessitava dell’auto. Adesso, ottenuto finalmente il riconoscimento del diritto all’esenzione della tassa automobilistica relativamente al proprio autoveicolo l’ulteriore passo sarà quello di cercare di recuperare la somma. Ovviamente gli impiegati dell’Agenzia delle Entrate contattati sul punto hanno risposto “non lo so”. Capisco la diffidenza che c’è sui falsi invalidi, ma quando l’invalido è vero..

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