Genitori a scuola per assistere i figli disabili

Caltagirone – Operatrici sociali in stato d’agitazione per i mancati pagamenti: un papà denuncia il Comune
Genitori a scuola per assistere i figli disabili

da “La Sicilia”, giovedì 18 aprile 2013, Catania (Provincia), p. 46

A Caltagirone sono tante le difficoltà vissute giornalmente da quanti «bussano» alle porte di Palazzo dell’Aquila, per ottenere i pagamenti di prestazioni lavorative, subordinate alla corresponsione di servizi. Questi i casi relativi alle operatrici sociali, che si occupano dell’assistenza degli alunni diversabili, oltre alle lavoratrici dell’educativa familiare e del recupero scolastico.
Ma proprio in relazione agli assistenti degli alunni diversabili ecco scoppiare un caso senza precedenti. Il genitore di un alunno di scuola media affetto da tetraparesi spastica ha sporto querela contro il Comune perché il proprio figlio, invalido al cento per cento, non sta godendo dei benefici della l 104/92. Nel contesto di questa vicenda, denunciata dal genitore dell’alunno, emerge un paradosso. «Nel 2010 – è scritto nella querela – con la precedente Amministrazione i genitori dei ragazzi disabili hanno dovuto assumere direttamente gli assistenti igienico personali stipulando un contratto di assunzione, mentre il Comune si faceva carico di elargire alle famiglie un assegno di servizi che serviva a pagare l’assistente. Di fatto, né io, né altri, abbiamo mai ricevuto alcun assegno. Le famiglie delegavano il Comune a riscuotere il denaro e l’ente, dovrebbe così pagare gli assistenti».
Il servizio sarebbe così stato garantito per due ore al giorno e per la restante parte della giornata, la scuola deve garantire la dovuta assistenza all’alunno. Le assistenti, dallo scorso 2 aprile sono in stato d’agitazione, per i mancati pagamenti delle spettanze loro dovute e, quindi, il servizio è sempre venuto meno. Sino al punto che l’alunno diversabile, a causa dei vari impedimenti e per via degli scioperi delle assistenti, ha dovuto ricorrere all’aiuto dei propri genitori che si sono dovuti recare a scuola.
«Nostro figlio – conclude il genitore – ci ha manifestato la volontà di non voler più andare a scuola, per non subire queste umiliazioni».
Il sindaco esaminerà ora la questione, di concerto con il neo assessore alle Politiche sociali, Massimo Favara. Quest’ultimo precisa: «Trattasi di una questione ereditata. Ho incontrato informalmente le operatrici. Ho detto loro che li incontrerò venerdì. Sono a disposizione delle famiglie per recepire indicazioni e prendere nella giusta considerazione ogni eventuale esigenza che appartenga alle competenze del Comune».

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