La nuova legge 104

La Legge 104 modificata dal Decreto di Stabilità 2012 sta scatenendo numerose reazioni negative online e vibranti proteste. Ora una nuova analisi online apre a nuovi scenari.
Fra aumento dell’Iva, congelamento stipendio per gli statali, detrazioni, tagli e aumenti, la nuova Legge di stabilità 2012-2013 porta in campo un’altra misura che sta scatenando non poche reazioni negative.
Si tratta della stretta sui permessi previsti dalla legge 104/1992 per il disabile o per la cura di parenti affetti da handicap, per cui la retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso della P.A o per l’assistenza ai figli o al coniuge.
Ciò significa che, per i 3 giorni di permesso mensili, si prevede una diminuzione della retribuzione al 50% a meno che non si tratti dello stesso dipendente della PA che usa il permesso per sua patologia, o che si tratti di assistenza a figli o coniuge, mentre se il permesso dovesse servire ad assistere genitori disabili non ci sarà l’intera retribuzione. La norma riguarda esclusivamente i lavoratori pubblici.
Secondo le nuove misure, per le pensioni di invalidità, la legge di stabilità prevede anche l’annullamento parziale o totali di alcuni sconti fiscali come deduzioni, detrazioni o esenzioni che oggi abbassano l’importo dell’imposta Irpef da versare e introduce una franchigia di 250 euro per alcune deduzioni e detrazioni Irpef e, per le sole detrazioni, si fissa il tetto massimo di detraibilità a 3000 euro.
Prevista anche l’assoggettabilità ad Irpef delle pensioni di guerra e di invalidità, per cui verranno tassate con l’Irpef le pensioni di invalidità superiori a 15 mila euro.
Secondo Handylex.org, un sito molto famoso in Italia nel mondo della disabilità (ben fatto e assolutamente utile!) le norme che modfiica la legge 104, ma non solo nel Decreto Stabilità 2012 sono assolutamente negative aprendo nuovi scenari preoccupanti su numerosi fronti:
“La scelta sino ad oggi operata dal Legislatore (DPR 603/1973, art. 34) è stata volta ad esentare dall’imposizione quelle provvidenze che lo Stato stesso eroga a fini di assistenza (articolo 38, Cost.), quindi anche pensioni, assegni, indennità agli invalidi civili, ma anche, ad esempio, i contributi per la vita indipendente. Con Legge di Stabilità tutte le provvidenze assistenziali agli invalidi civili (ciechi e sordi) diventerebbero imponibili ai fini Irpef, indipendentemente dal loro importo. I tagli interessano una platea molto vasta di cittadini, basti pensare che solo le prestazioni dell’Inps legate all’invalidità sono 2 milioni e 733 mila, pensioni e assegni di invalidità costano 3,8 miliardi di euro l’anno, le indennità di accompagnamento raggiungono addirittura i 12,9 miliardi di euro l’anno e mentre le pensioni e gli assegni vengono commisurati al reddito, l’indennità di accompagnamento, anche questa esentasse, viene concessa agli invalidi che non possono camminare o hanno bisogno di assistenza per le attività quotidiane a prescindere dal reddito percepito. Chi beneficia di queste prestazioni e percepisce redditi superiori ai 15 mila euro dovrà inserire gli assegni nella dichiarazione Irpef e sottoporli all’imposta”.
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