Pensionamento anticipato per chi assiste familiari invalidi

Di Francesco Pentella, in Sindacati e Tutela.

La Commissione lavoro della Camera ha dato parere favorevole all’Assemblea sul testo unificato dei numerosi progetti di legge tutti di iniziativa parlamentare e su cui si è registrata un’ampia condivisione dei gruppi rappresentati in Commissione tanto da essere approvato con voto unanime.

Tale provvedimento reca importanti disposizioni in favore di coloro che assistono familiari gravemente disabili e aventi una invalidità del 100 per cento con necessità di assistenza continua poiché non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita.

Il provvedimento interessa le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti o autonomi del settore privato iscritti alla gestione dell’Inps che si dedicano con costanza alla cura ed all’assistenza di familiari invalidi riconosciuti in condizione di gravità, con esclusione delle persone che, pur conviventi, non hanno vincoli di parentela con il disabile assistito,di conseguenza la disposizione si rivolge ai coniugi, genitori, fratelli, sorelle e figli.

Ricordiamo che il nostro Paese si è data una legislazione abbastanza puntuale a favore dei portatori di handicap, come ad esempio la legge n. 104/92.

L’articolo 2 della legge prevede, in via sperimentale per il triennio 2010-2012, il riconoscimento, su richiesta, del diritto all’erogazione anticipata del trattamento pensionistico in favore delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti o autonomi dei settori privati, iscritti alle gestioni dell’Inps, che si dedicano al lavoro di cura e di assistenza di familiari disabili come indicati anche nell’articolo 1.

Il diritto previdenziale descritto è riconosciuto, a fronte di un periodo di costanza di assistenza al familiare convivente disabile pari almeno a 18 anni, ai lavoratori che abbiano compiuto il sessantesimo anno di età e alle lavoratrici che abbiano compiuto il cinquantacinquesimo anno di età, a seguito del versamento e dell’accredito di almeno 20 annualità di contributi previdenziali.

Non solo, è da tener conto che la disposizione approvata prevede che in caso di handicap congenito, o che si manifesta dalla nascita, certificato da strutture del Servizio Sanitario Nazionale la costanza di assistenza si calcola dalla nascita.

A questo punto non rimane che aspettare l’approvazione del Senato.

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